{"version":"1.0","provider_name":"Sgallari Arte","provider_url":"https:\/\/www.sgallariarte.it\/en","author_name":"Sgallari Arte","author_url":"https:\/\/www.sgallariarte.it\/en\/author\/sgallariarte\/","title":"Stefano Salvioli - Sgallari Arte","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"34kzMTTvwl\"><a href=\"https:\/\/www.sgallariarte.it\/en\/stefano-salvioli\/\">Stefano Salvioli<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.sgallariarte.it\/en\/stefano-salvioli\/embed\/#?secret=34kzMTTvwl\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Stefano Salvioli&#8221; &#8212; Sgallari Arte\" data-secret=\"34kzMTTvwl\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(c,d){\"use strict\";var e=!1,o=!1;if(d.querySelector)if(c.addEventListener)e=!0;if(c.wp=c.wp||{},c.wp.receiveEmbedMessage);else if(c.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if(!t);else if(!(t.secret||t.message||t.value));else if(\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret));else{for(var r,s,a,i=d.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),n=d.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),l=0;l<n.length;l++)n[l].style.display=\"none\";for(l=0;l<i.length;l++)if(r=i[l],e.source!==r.contentWindow);else{if(r.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message){if(1e3<(s=parseInt(t.value,10)))s=1e3;else if(~~s<200)s=200;r.height=s}if(\"link\"===t.message)if(s=d.createElement(\"a\"),a=d.createElement(\"a\"),s.href=r.getAttribute(\"src\"),a.href=t.value,!o.test(a.protocol));else if(a.host===s.host)if(d.activeElement===r)c.top.location.href=t.value}}},e)c.addEventListener(\"message\",c.wp.receiveEmbedMessage,!1),d.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",t,!1),c.addEventListener(\"load\",t,!1);function t(){if(o);else{o=!0;for(var e,t,r,s=-1!==navigator.appVersion.indexOf(\"MSIE 10\"),a=!!navigator.userAgent.match(\/Trident.*rv:11\\.\/),i=d.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),n=0;n<i.length;n++){if(!(r=(t=i[n]).getAttribute(\"data-secret\")))r=Math.random().toString(36).substr(2,10),t.src+=\"#?secret=\"+r,t.setAttribute(\"data-secret\",r);if(s||a)(e=t.cloneNode(!0)).removeAttribute(\"security\"),t.parentNode.replaceChild(e,t);t.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:r},\"*\")}}}}(window,document);\n<\/script>","thumbnail_url":"https:\/\/www.sgallariarte.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Seme-specchiato.jpg","thumbnail_width":1895,"thumbnail_height":1254,"description":"dal 24 ottobre al 21 novembre 2026 Nella mitologia greca, Persefone mangia alcuni semi di melograno durante la sua permanenza negli inferi e per questo deve tornarci periodicamente. Per eccellenza la storia dell\u2019arte riporta proprio il melograno come simbolo di abbondanza e fertilit\u00e0 grazie ai suoi numerosi semi. E\u2019 un frutto che spesso \u00e8 stato associato alla vita e al rinnovamento, infatti per questo progetto di Stefano Roberto Salvioli \u00e8 stato scelto per rappresentare sia l\u2019unit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 che il ciclo continuo a cui era obbligata la dea greca. La sua dualit\u00e0 lo rende particolarmente interessante, immagine di molti individui in un\u2019unica umanit\u00e0 e il suo colore rosso \u00e8 simbolo di passione, vitalit\u00e0 e forza generatrice. La sua buccia fragile \u00e8 sempre pronta a sprigionare l\u2019energia al suo interno. Ma il melograno non \u00e8 l\u2019unico frutto scelto nel dialogo tra l\u2019artista e il modello. Il limone \u00e8 simbolo di amore e fedelt\u00e0, di salvezza, luce e conoscenza. Il suo sapore aspro ci scuote e d\u00e0 la possibilit\u00e0 di vedere le cose con pi\u00f9 lucidit\u00e0. Infine il cocco; ad una prima occhiata potrebbe sembrare un errore, un gioco d\u2019artista, e conoscendo Stefano non sarebbe strano, ma invece c\u2019\u00e8 una simbologia pi\u00f9 profonda. Il cocco per diverse popolazioni asiatiche \u00e8 un frutto sacro; i tre buchi vengono associati ai tre occhi di Shiva andando a riportare nuovamente un messaggio di vita e abbondanza. Tre frutti, che sembrano non avere nulla a che fare tra loro e che invece sono profondamente concatenati per le loro simbologie. Si parla di umanit\u00e0, nella piena parit\u00e0 tra uomo e donna, all\u2019interno del suo ciclo continuo che vede il progredire della vita dal seme al frutto, fino al deperimento in cui il seme ritorna ad essere simbolo della vita in una nuova nascita. Ci sono per\u00f2 altri protagonisti in queste fotografie che non possiamo far finta di non vedere. Le mani che sono accoglienti e hanno la funzione di mettere in mostra e offrire allo spettatore i frutti. I guanti, con cui a volte sono ricoperte, non sono certo meno protagonisti. E\u2019 qui che viene fuori un altro lato di Stefano, quello pi\u00f9 legato alla storia e al ricordo. I guanti in pizzo infatti richiamano l\u2019Ottocento, periodo storico a cui l\u2019artista \u00e8 molto legato e che ama ritrarre. Il frutto di cui stiamo parlando non \u00e8 forse il frutto dell\u2019umanit\u00e0? Gi\u00e0, ma in questo caso l\u2019uomo o la donna in s\u00e9 non sono tanto protagonisti con la loro fisicit\u00e0, ma lo sono con le emozioni che Stefano ha fatto emergere attraverso ribaltamenti, doppie esposizioni ed effetti digitali di dinamicit\u00e0 visiva. Dalila Tossani"}