Paolo Pallara
L’arte di Paolo Pallara è una sintesi del paesaggio e allo stesso tempo la sintesi della vita, contiene esperienze e memorie e fa riflettere sul desiderio dell’uomo di vedere oltre il mondo sensibile e svelare il mistero di sé stesso.
La sua passione per l’arte è nata prestissimo con il disegno, già a otto anni creava immagini legate al mondo naturale. Dall’età di vent’anni si dedica alla pittura sul tema della natura morta e poi si specializza nell’incisione. Comincia a esporre negli anni ’80 e dal 1995 si dedica pienamente alla carriera artistica nel suo studio di Ferrara. Sperimenta diverse tecniche miste su tela, spesso incollata su pannelli di legno, utilizzando principalmente l’acrilico e i pastelli a olio, il bitume e la cenere; le superfici lavorate risultano al tatto leggermente materiche. A volte crea inserti sulla tela con materiali che hanno una storia, come frammenti di libri, giornali, lettere antiche che divengono parte dell’opera d’arte.
La ricerca dell’artista muove dalla rappresentazione del paesaggio della campagna, estraendone le linee essenziali fino ad avvicinarsi al linguaggio astratto. L’orizzonte diviene il simbolo di una linea di demarcazione, che separa e unisce allo stesso tempo il mondo reale e la trasposizione sulla tela del non visibile.
Nei paesaggi simbolici rappresenta l’essenza dell’uomo composto di due parti, quella terrena e quella che va oltre la materia, e la continua necessità di cercare questa essenza per arrivare alla consapevolezza del nostro esistere. In questa continua ricerca del sé, in una tensione della scoperta delle ragioni dell’esistenza, l’arte serve per far vedere ciò che non si vede attraverso i sensi. La linea dell’orizzonte diventa così un sentiero da percorrere, un sentiero che non ha una meta ma che ha come termine sé stessi; non è un segno netto, ma spesso si sfalda, si sgretola, ha bisogno di lentezza, come nella serie Entroterra, dipinta tra il 2022 e il 2025, dove l’orizzonte si disgrega e la parte terrena si mescola alla parte invisibile e sottile dell’uomo.
Il dualismo tra spirito e materia si riflette anche nella serie Le nostre ombre di notte, realizzata negli stessi anni, e nelle opere Nero e oro, dove il tema dell’orizzonte è espresso nell’essenzialità del contrasto cromatico tra i riflessi della foglia d’oro e la profondità del nero; l’uomo si muove nel mistero, frammentato nelle vibrazioni di luce che rappresentano ricordi e speranze.
Paolo Pallara si dedica anche alla scultura, con immagini di volti cristallizzati in un’attesa senza sguardo, che riprende il tema di un viaggio senza una meta terrena.













